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Nuova bocciatura per il progetto dei pozzi di estrazione del metano a Bomba

Il ministeri della Transizione ecologica e dei beni culturali hanno bocciato il progetto della CMI Energia

| di Armando Travaglini
| Categoria: Attualità
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Ancora una bocciatura per il progetto di costruzione dei due pozzi per l’estrazione di gas proposti da CMI Energia S.p.a. La bocciatura questa volta arriva dai Ministeri della Transizione ecologica e dei Beni culturali.

Questo verdetto rappresenta una vittoria per i comuni che fin dal principio si erano detti contrari alla realizzazione della struttura. Il piano dell’azienda prevedeva la costruzione di pozzi per l’estrazione del metano dal giacimento che si trova proprio sotto la diga del lago di Bomba.

Il prelievo degli idrocarburi, in tali situazioni, provocherebbe il fenomeno della subsidenza, ossia l’abbassamento del livello del suolo, che a sua volta comporterebbe un calo anche per la diga, realizzata in terra battuta e non in cemento armato; una delle pochissime in terra battuta rimaste ancora esistenti.

L’Avv. Ernesto Graziani, due anni fa appena eletto sindaco di Paglieta, partecipò insieme ad altri colleghi sindaci alla riunione tenutasi in Regione per affrontare la questione.

È la vittoria di tutto il movimento. Sin d’allora, mi sono battuto contro l’estrazIone di gas sotto il lago di Bomba e la realizzazione della raffineria nel territorio del Comune Paglieta” afferma il sindaco Ernesto Graziani.

“Il progetto - continua il primo cittadino di Paglieta - prevedeva la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione e completamento di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l’eventuale perforazione di un ulteriore pozzo Monte Pallano 5, la costruzione di un gasdotto di circa 21 km. e di una centrale di trattamento gas nell’area industriale nel territorio del comune di Paglieta.”

“Tutti i soggetti coinvolti, - spiega il sindaco -  le associazioni ambientaliste, oltre ai Comuni, quelli maggiormente interessati, abbiamo inviato al Ministero molte osservazioni sia tecniche che urbanistiche, diversi pareri, previsti nel procedimento della valutazione di impatto ambientale. Si è tentato in modo fasullo di piegare i dati oggettivi ai bisogni funzionali della Società richiedente, per arrivare all’autorizzazione di questo impianto. I dati della Società sulla composizione del gas con elementi inquinanti in misura inferiore a quelli reali, erano stati falsati.”

“Noi – conclude Graziani -  non siamo rimasti passivi, tutt’altro. Non abbiamo subito, ma siamo stati parte attiva; ed oggi il risultato, con la bocciatura del progetto da parte di Cingolani e Franceschini, ci ha dato ragione. Le nostre osservazioni hanno sortito il risultato sperato e le nostre osservazioni sono state richiamate dalla stessa Maria Rita D’Orsogna”.

Armando Travaglini

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