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Sevel riduce i turni da 18 a 15 con drastica riduzione di personale, i sindacati sul piede di guerra

La comunicazione della Sevel è avvenuta nella riunione odierna tra la direzione aziendale e le rsa

| di Armando Travaglini
| Categoria: Attualità
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La Sevel ha comunicato ai rappresentanti sindacali da riduzione dei turni da 17 a 15 turni settimanali, che comporterà una riduzione drastica dell’occupazione nello stabilimento sangrino di proprietà di Stellantis con oltre 650 trasfertisti, che torneranno negli stabilimenti di appartenenza, e l’interruzione dei contratti di lavoro per oltre 300 lavoratori in somministrazione. Tutto ciò si somma ai già 150 mandati già a casa.

Sono in totale 1150 gli esuberi fatti da Sevel finora. Una situazione, che sommata agli investimenti della società fatti nello stabilimento polacco di Gliwice, mente in agitazione i sindacati, da cui si sono levate subito voci di protesta.

La Fiom-Cgil chiama in causa il presidente del consiglio, Mario Draghi, affinché venga convocato un tavolo di confronto con l’azienda o minaccia lo scontro.

“Il problema di approvvigionamento di componenti deve essere chiarito perché riguarda tutto il settore dell’automotive, - affermano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil Napoli e responsabile automotive - ma sembra ormai chiaro che lo stabilimento di Gliwice, in Polonia, stia determinando anche nuove strategie da parte di Stellantis e che l’azienda riorganizzando le produzioni mette a rischio la crescita produttiva e occupazionale dello stabilimento Sevel e dell’indotto.

“È urgente - proseguono i due sindacalisti - stabilizzare i precari e avviare un contratto di espansione per favorire l’aggancio alla pensione dei più anziani. La Sevel si aggiunge alla crisi del settore e degli stabilimenti di Stellantis il Governo non può più fare da spettatore mentre l’industria dell’automotive precipita, dopo GKN, Gianetti, Timken è urgente la riapertura del confronto con i ministeri competenti e a questo punto con il Presidente del Consiglio.”

“Per la FIOM – concludono Francesca Re David e Michele De Palma -  non c’è più tempo occorre convocare le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori, mettere in campo iniziative di lotta fino allo sciopero e di farlo con l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali”.

Armando Travaglini

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