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Atessa. Il Consiglio di Stato dice NO al progetto Di Nizio

Il quarto no di fila al progetto della società di smaltimento rifiuti è arrivato dal Consiglio di Stato

| di Armando Travaglini
| Categoria: Attualità
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Altro no per il progetto della Di Nizio Srl di realizzare di un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti ospedalieri infetti, con relativo deposito di stoccaggio anche di rifiuti pericolosi, nella popolata contrada Saletti di Atessa.

Questa volta, dopo il diniego del Comitato per la Valutazione d’Incidenza Ambientale del Comune di Atessa, poi presso il Comitato VIA della Regione ed infine presso il TAR Abruzzo - L’Aquila, la sentenza contraria arriva dal consiglio di Stato.

Quest’ultimo si è pronunciato in seguito al ricorso effettuato dalla società dopo dell’ultima sentenza sfavorevole emessa dal tribunale amministrativo abruzzese.

Il Consiglio di stato, nella sua sentenza, ha ritenuto di confermare le precedenti sentenze emesse dagli organi preposti, evidenziando la prevalenza “dell’interesse pubblico all’integrale e preliminare valutazione dei rischi insiti nella realizzazione di un progetto quale quello in parola, potenzialmente foriero di particolari rischi stante il tipo di rifiuti da trattare”.

Non manca di arrivare la soddisfazione del sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che attraverso il collegio difensivo del Comune di Atessa, composto dal prof. avv. Salvatore Menditto e dall’avv. Lorenzo Casaroli e coordinato dal prof. avv. Andrea Filippini, si è opposto alla società.

“L’autorevolissima ordinanza del Consiglio di Stato, massimo Organo della Giustizia Amministrativa nel nostro Paese, conferma la bontà dell’operato dell’Amministrazione comunale, che si è spesa per la tutela della salute e della qualità della vita non solo di tutti gli atessani, ma anche di tutti gli abitanti dell’intera Val Di Sangro” afferma il sindaco Borrelli.

“Il progetto,  - prosegue il primo cittadino - come evidenziato dai Tecnici della Commissione VINCA comunale e poi da quelli del Comitato VIA della Regione Abruzzo, avrebbe infatti un impatto devastante - in termini ambientali e per la salute umana - non solo sull’intera contrada, ma per l’intera Val Di Sangro”, ha commentato il Sindaco del Comune di Atessa, Giulio Borrelli, da sempre in prima fila in questa battaglia, così come in tante altre lotte a tutela della salute della Valle (CIAF, Ex-Maio) e dell’ambiente.”

“Sappiamo bene che non è finita qui – aggiunge il sindaco - perché c’è da aspettare ancora la fase di merito, ma la decisione del Consiglio di Stato rappresenta un ulteriore, fondamentale riconoscimento delle motivazioni amministrative, legali e di merito per cui il Comune di Atessa ha sempre manifestato la propria contrarietà all’impianto”.

Desidero - conclude Borrelli - esprimere un profondo ringraziamento ai nostri Legali, a tutte le Amministrazioni che ci sono state accanto in questo defatigante iter amministrativo pluriennale, nonché al WWF nazionale, a Legambiente ed al nostro Comitato cittadino Val Di Sangro, tutte Associazioni intervenute per sostenere le ragioni portate avanti dal Comune di Atessa e dagli altri Comuni.”

Nel dibattito processuale sono intervenute anche le associazioni con l’avv. Francesco Paolo Febbo, mentre il dott. Massimo Colonna (componente della Commissione VINCA comunale, citato in giudizio personalmente) è stato seguito dall’avv. Federica Ciciliani.

Ora la società Di Nizio dovrà risarcire la Regione Abruzzo, il comune di Atessa e il dottor Colonna per complessivi €4.500,00 oltre agli oneri di legge.

Armando Travaglini

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