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Paglieta. La storia di un talento sconosciuto: Jessica Giovannangelo

Vi raccontiamo la storia di una giovane pittrice paglietana che abbiamo scoperto quasi per caso

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Potrebbe esservi capitato di imbattervi, anche per caso, in luoghi sconosciuti dalla straordinaria bellezza o di incappare, passando davanti alla vetrina di una piccola bottega, in un meraviglioso quadro o una stupenda presentosa. Tanto da richiamare l’attenzione di chi vi accompagna per condividere quel momento insieme

A noi è successo qualche settimana fa quando ci siamo imbattuti nelle tele dipinte da una giovane ragazza di Paglieta. La bellezza di queste tele ci ha convinto a raccontare la storia di questa giovane artista. 

Lei è Jessica Giovannangelo, 26 anni e paglietana doc. Lavora come operaia in un’azienda della Val di Sangro, ma l’arte è sempre stata dentro di lei; nonostante il suo interesse per la pittura sia cresciuto solo recentemente.

“La mia passione per la pittura è nata intorno al 2020, nel mio ritorno in Italia, - racconta la stessa Jessica  - durante il gran disagio della pandemia che ha contribuito all'interruzione della mia esperienza in Australia di quasi 5 mesi, la quale mi ha spinta ad esprimermi in quelle giornate vuote e da riempire.”

Certo, perché dopo aver ottenuto, nel 2014, il diploma di Maestro d’Arte con indirizzo in Oreficeria nell’Istituto statale d’arte “G. Palazzi” di Lanciano e sondato senza molte speranze il settore orafo, Jessica ha fatto un biglietto di solo andata per l’Australia.

“Ero andata in Australia per fare un'esperienza, mi sentivo stretta qui e volevo evadere, così ho fatto il biglietto di sola andata e sono partita da sola.” L’arrivo della pandemia l’ha costretta a riprendere la strada di casa ma sempre con il desiderio di completare un’esperienza lasciata a metà.

Una volta tornata dall’altro capo del mondo Jessica, come tutti, si è trovata a fare i conti con le restrizioni imposte dal governo Conte per arginare il diffondersi della pandemia. In questi momenti ha trovato nella pittura una via di fuga dalla triste realtà.

Ero disoccupata, destabilizzata, c'erano restrizioni, passeggiavo continuamente per le stradine di fronte casa mia e avevo ricordi immensi dell'Australia – ci confessa e non fatichiamo a capirla - dove ho lasciato un pezzo di cuore e dove tornerei perché l'esperienza è stata incompleta, è stato come uno sfogo, un passatempo, il mio modo di esprimermi.”

Sono, quindi, le emozioni a spingere Jessica verso la pittura. “Ho bisogno che mi accadano cose, ho bisogno di provare emozioni negative o positive per dipingere. Difficile spiegare cosa provo mentre dipingo ma sicuramente è il mio atto liberatorio, mi libera dai miei pensieri, dalle mie emozioni e dalle "parole" non dette, è per me una sorta di comunicazione visiva e silenziosa e spero che arrivino anche all'occhio di chi guarda e ‘sente’.”

Come naturale conseguenza la sua pittura è senza schemi o misure, “lasciando libero movimento alla mia mano sinistra, - spiega - amo rappresentare la natura in quanto c'è un eterno collegamento tra noi ed essa, amo rappresentare specialmente il mare, mare mosso, come il mio essere, non so essere statica ed ogni giorno deve essere ricco di cose da fare per non perdere nemmeno un po' di tempo della mia vita.”

In quei momenti, sullo sfondo c’è sempre la musica del famoso compositore e pianista Ludovico Einaudi, che la pittrice in erba, neanche tanto, definisce “il mio Febo”. Qui Jessica ci spiega: “la mia mano va a ritmo di musica, e la mia mente con immagini correlate a ricordi e immaginazione riesce a trasmetterle sulla tela, con morbidezza.”

Da questa intreccio di emozioni ed intime atmosfere prendono vita i meravigliosi quadri della giovane artista paglietana, che combinano realismo e surrealismo così da poter lasciare spazio all’immaginazione e alla fantasia di chi osserva.

Alla nostra domanda sull’eventualità di esporre i dipinti in mostre o fiere, Jessica ci risponde con un po' di imbarazzo e vera modestia: “non mi sono mai informata su come si organizza, credo che è un passo grande che farò ma sinceramente sono ancora un po' intimorita.”

Ci confessa, però, che ha già ricevuto alcune proposte da ben due gallerie d’arte, ma non ha avuto il coraggio di buttarsi in queste avventure.

La nostra speranza è che questo giovane talento, come le tante eccellenze della Va di Sangro, abbia un giorno il proprio riconoscimento da parte del grande pubblico. Nel frattempo ci onoriamo di essere i primi a raccontarvi la storia di questa giovane ragazza dal talento immenso.

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