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Processo prg. Borrelli: " Non ammettono la verità neanche sulle procedure"

Arrivata la controreplica del sindaco di Atessa ai due consiglieri Pellegrini e Fioriti in merito al processo sulla nomina del commissario per la redazione del Prg

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Nemmeno sulle procedure riescono ad ammettere la verità. I consiglieri Pellegrini e Fioriti, in data 5 aprile hanno depositato un’istanza cautelare al TAR, sostenendo l’urgenza di bloccare il lavoro del Commissario ad acta sul piano regolatore di Atessa. 

Proprio tale supposta urgenza ha portato alla fissazione dell’udienza di discussione della sospensiva, prevista per venerdì 22 aprile. 

Senonché, dopo le puntuali difese all’unisono messe in campo dai legali del Comune ( con l'avvocato Andrea Filippini), della Regione (con l'avvocatura distrettuale) e del medesimo Commissario ad acta (con l'avvocato Cerulli Irelli), il duo Fioriti-Pellegrini è stato costretto a rimangiarsi la richiesta formulata appena una decina di giorni prima: vista la mala parata, il loro legale, con nota del 21 aprile (proprio il giorno prima della discussione della sospensiva) ha chiesto (“viste le corpose memorie depositate dalla controparti”: Comune, Regione, Commissario) l’abbinamento al merito della decisione “previa rinuncia delle misure cautelari richieste”.

Occorrerebbe da parte di Fioriti e Pellegrini maggiore rispetto per la verità e per i cittadini atessani, costretti a perdere tempo dietro i loro infondati ricorsi”, ha commentato il Sindaco di Atessa, Giulio Borrelli. 

"La loro condotta denota poco rispetto anche nei confronti del TAR Abruzzo: in primis perché - come di consueto - non è vero quanto dichiarato dal duo, dal momento che ad oggi alcuna istanza di prelievo è stata presentata in giudizio. E, soprattutto perché, anche qualora venisse presentata, la fissazione dell’udienza non dipende da loro, ma è di esclusiva competenza del Presidente del TAR abruzzese che - vivaddio! - non è né il loro segretario, né un loro dipendente. 

Dire che l’udienza verrà fissata in autunno, come se dipendesse da loro, significa fare del Presidente del TAR Abruzzo una sorta di loro portaborse, e conferma un’assoluta mancanza di rispetto istituzionale, oltre che della verità dei fatti” .

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