Lunedì scorso nella sala consiliare del comune di Atessa si sono riuniti i 52 sindaci del Sangro-Aventino e della Frentania che, dopo la riduzione dei turni, da 18 a 15, operata dalla dirigenza aziendale di Sevel, hanno scritto una lettera al ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per chiedere un incontro con l’azienda.
All’appello del sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, hanno risposto molti suoi colleghi al partire dal sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e al primo cittadino di Casoli, Massimo Tiberini. Alla riunione ha preso parte anche l’assessore ai lavori pubblici del comune di Lanciano, Giacinto Verna, in sostituzione del sindaco, Mario Pupillo, febbricitante.
Gli interventi sono stati molti ma tutti su una linea ben precisa ossia la necessità di fare fronte comune, per evitare un ulteriore peggioramento della situazione, nonostante non la situazione attuale non sia stata definita drammatica.
“Noi abbiamo già scritto in 52 al ministro dello sviluppo economico Giorgetti per chiedere un incontro urgente perché riteniamo che questa vicenda qua della Val di Sangro con la Sevel in mezzo è un caso nazionale” afferma il sindaco di Atessa Giulio Borelli.
“Dobbiamo lavorare - aggiunge Borelli parlando ai colleghi sindaci - per supportare questa richiesta e fare in modo che effettivamente noi possiamo andare a Roma a chiedere delle cose a nome delle nostre comunità e dei nostri territori che facciano, e questo è il ritornello, di questo caso della Val di Sangro un caso nazionale”
“Seconda cosa che possiamo fare – prosegue il primo cittadino di Atessa - Questa è una proposta avanzata dal sindaco di Paglieta Graziani. Possiamo anche metterci le fasce ed andare davanti alla Sevel, tutti quanti, per enfatizzare il momento, però secondo me non può essere solo un’iniziativa dimostrativa protestataria. Ci dobbiamo far carico anche della soluzione del problema, e non solo della denuncia, quindi potremo abbinare a questa giornata una richiesta d’incontro ai vertici della Sevel perché ci raccontino effettivamente la loro versione.”
“Terza cosa - conclude il primo cittadino di Atessa– e cercare di organizzare qui in Val di Sangro un convegno di portata nazionale a cui far partecipare esponenti di primo piano del governo nazionale, della regione naturalmente, dei sindacati e tutte le forze sociali e politiche che si interrogano su quale può essere e deve essere il futuro produttivo di questa valle"
La soluzione per Borrelli è "formulare una serie di proposte che in qualche modo, oltre che naturalmentei lavoratori con i quali noi stiamo ed esprimiamo solidarietà perché quello è il primo problema l’occupazione, tiri Stellantis dalla nostra parte e renda conveniente finanziariamente, economicamente, infrastrutturalmente e competitivamente alla Stellantis star in questo territorio.”

