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Marito e moglie separati dal virus, si ritrovano nella Rsa Covid di Casoli

Questa è la tenera storia di una coppia dell'alto vastese separata per 40 giorni dal covid e riunitasi nella rsa casolana.

| di Armando Travaglini
| Categoria: Attualità
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Uno scatto rubato nella Rsa covid di Casoli ci racconta una storia tenerissima. Marito e moglie separati per settimane dal Covid – 19, ora si tengono per mano guardandosi negli occhi con amore e sollievo.

Questa è la storia di Giovanni, 72 anni, e Anna, 69anni (nomi di fantasia), entrambi contagiati dal virus, che malauguratamente li ha allontanati. Dapprima la signora Anna è stata trasferita a Vasto a causa di sintomi respiratori, il giorno dopo è toccato al marito per sintomi che si facevano più gravi a Chieti.

Ora dopo 40 giorni di lontananza e di battaglia contro il virus, senza che lei ne sapesse nulla, si sono ricongiunti nel presidio casolano dove, grazie al personale guidato dalla facente funzioni Valentina Lorentini, hanno avuto la stessa camera.

In seguito alla negativizzazione di lei sono stati di nuovo separati, ora negativizzato anche lui sono di nuovo insieme. A breve potranno tornare nella loro abitazione in un borgo dell’alto vastese.

Una storia tenerissima che fa ben sperare tutti di poter uscire presto dall’incubo della pandemia. Va evidenziata la professionalità e la preparazione dell’équipe della Rsa casolana che ha migliorato la qualità della permanenza della coppia, dando loro la possibilità di avere la stessa stanza. La presenza dell’altro è anch’essa cura, accompagna, incoraggia e sostiene.

È un’équipe giovane ma altrettanto competente, quella nominata dal direttore del P.T.A. di Casoli, Fioravante Di Giovanni. “Vivere l’esperienza covid è pesante perché lavorare per otto ore indossando una tuta, mettendo da parte le esigenze primarie come andare in bagno e mangiare, è davvero molto pesante. È stato difficile tenere il gruppo in questi mesi” dichiara la Lorentini, responsabile facente funzioni in sostituzione del coordinatore infermieristico Angelino Vizzarri.

“L’essere tutti giovani con la voglia e il desiderio di dare amore, aiutare il prossimo e lavorare ci ha aiutato a creare un bel gruppo – prosegue la responsabile della Rsa – così tutte le nostre difficoltà e lo stress piscologico passano in secondo piano.  Un’esperienza che ci aiuta a capire di più il rispetto per l’altro. Se il reparto funziona è solo merito della tanta voglia di fare di tutti.”

Infine commenta così il direttore Di Giovanni: “Giovani, preparati e con tanta voglia di fare. Costituiscono una squadra di cui o il piacere di essere il capitano.”

Armando Travaglini

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