Torna a far preoccupare il numero dei contagi da covid-19 nella provincia di Chieti, tanto che il direttore della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, ha chiesto una nuova riunione del Tavolo “Salus et spes” al prefetto di Chieti, Armando Forgione, con l’obiettivo di condividere le preoccupazioni con i sindaci dei comuni più colpiti dall’aumento esponenziale dei contagi.
La situazione epidemiologica della nostra provincia sembra essere tornata a quella dello scorso febbraio con oltre 6700 casi attivi di covid-19 di cui 6640 in trattamento domiciliare e 84 ricoverati in ospedale.
Ad essere maggiormente colpite dalla morsa del virus sono le città già sottoposte a più stretto monitoraggio con il 49% del totale dei casi, pari a 3267 contagiati attivi. Nello specifico 1001 sono presenti nella città di Chieti, 440 a Francavilla al Mare, 645 a Lanciano, 274 a San Giovanni Teatino, 313 a San Salvo e 594 a Vasto.
Salta all’occhio anche il dato dei contagi nei primi 4 mesi del 2022, che ormai rappresenta il 75% dei casi registrati in provincia da inizio pandemia. Dei 101.774 infetti registrati finora, ben 75.928 sono stati verificati da gennaio 2022.
Inoltre il dipartimento prevenzione della nostra Asl, guidato dal direttore Giuseppe Torzi, ha lavorato in media a 17 mila casi in più rispetto ai colleghi delle altre Asl abruzzesi.
“Anche nell’ultima settimana il report elaborato dal Dipartimento Prevenzione induce più di una preoccupazione” afferma il direttore della Asl Lanciano-Vasto Chieti Thomas Schael.
“La circolazione virale resta stabile e sostenuta, con un tasso di incidenza settimanale pari a 1.281 casi ogni 100 mila abitanti. Ritengo perciò – conclude Schael - necessario tornare a confrontarci con il Prefetto, gli Amministratori e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che siedono al Tavolo da sempre per una valutazione condivisa della situazione, con serenità e altrettanto senso di responsabilità”.
Dai tamponi effettuati nelle ultime due settimane, 535 al giorno di media, si nota la crescita del numero di positivi tra i più giovani, sia nelle fasce d’età non vaccinabili sia in quelle con tassi di copertura vaccinale non ottimali.
Secondo la Asl, quindi, è assolutamente necessario continuare a mantenere in uso le regole di comportamento adottate finora, come l’uso della mascherina in ambienti chiusi, distanziamento e l’igiene delle mani.

