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Orsi e lupi - WWF chiede un maggior impegno per il territorio

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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L’erosione costiera e la tutela di lupi e orsi sono le priorità del 2020 in materia ambientale dell’Abruzzo. Con una novità importante: circa 7 milioni di euro a disposizione per tutelare e valorizzare il patrimonio naturalistico del territorio.

L’erosione costiera - Le violente mareggiate che hanno colpito il litorale dell’Abruzzo, durante questo primo scorcio d’inverno, hanno messo a nudo la fragilità della zona costiera che, come evidenziato dalla delegazione WWF locale, è dovuta principalmente a due fattori. La gestione poco illuminata dei corsi d’acqua che non riescono più a trasportare in mare un numero di detriti sufficiente a ricreare le spiagge, bilanciando l’aggressività delle mareggiate, e le continue nuove costruzioni che cementificano le località costiere togliendo respiro al territorio. Altro problema è poi quello legato alle barriere frangiflutti realizzate senza una regia complessiva che, a fronte del molto denaro speso, non portano alcun beneficio concreto.

Tesoretto - Una possibile soluzione potrebbe arrivare dai fondi raccolti dalla Regione Abruzzo, pari a circa 7 milioni di euro. Dal Governo nazionale sono arrivati infatti tre milioni e mezzo di euro per gli interventi in favore dei Comuni colpiti dalle mareggiate, oltre alla somma messa dall’amministrazione regionale a sostegno anche delle molte attività private in difficoltà, per ritornare presto operativi dopo un 2019 che ha fatto registrare un numero di visitatori in crescita del 15%.

I fondi di palazzo Chigi vanno dunque ad aggiungersi ai 2 milioni di euro già spesi, da parte della Regione, per le prime urgenze e a un altro milione e mezzo che i consiglieri di maggioranza hanno deciso d’investire contro l’erosione delle coste in tutto l’Abruzzo: dal nord di Alba Adriatica fino all’estremità meridionale della Regione, nella zona attorno a Vasto e San Salvo Marina. In questa maniera l’Abruzzo si inserisce da protagonista dentro la rinnovata attenzione ambientale, sulla scia dell’attivismo di Greta Thunberg e, dei ragazzi di Fridays for Future già pronti a invadere Torino per il raduno internazionale del prossimo agosto.

Sempre quest’anno, ma il 22 aprile, cade l’anniversario del 50esimo Earth Day, un evento mondiale che ha fatto la storia nella sensibilizzazione dei problemi climatici. Negli ultimi anni le tematiche di salvaguardia ambientale hanno coinvolto un pubblico sempre più ampio, l’edizione del 2019 di questa giornata dedicata a Madre Terra ha chiamato oltre 1 miliardo di persone a manifestare per chiedere ai governi un cambiamento.

L’orso marsicano - Sul territorio, intanto, si registra una rinnovata attenzione nei confronti degli animali tipici dell’Abruzzo. Il 2019 è stato l’anno del lancio della campagna Wwf “Orso 2×50” per arrivare al raddoppio dell’esigua popolazione di orso marsicano entro il 2050. In estate le associazioni ambientaliste, assieme al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, hanno organizzato dei campi di volontariato ad hoc, basati nell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, in accordo con sette Amministrazioni comunali. Tanti i giovani arrivati in Abruzzo per i campi di volontariato. Ancora di più le persone incontrate durante le molte iniziative di sensibilizzazione realizzate, messe in campo anche grazie al coinvolgimento di tante associazioni ambientaliste sparse nel territorio. L’impegno che viene richiesto, sia ai residenti che ai turisti, per proteggere questa specie a rischio estinzione è quello di limitare la velocità nei loro territori. Basta ricordare che gli incidenti accaduti negli ultimi anni hanno ucciso 6 esemplari di cui 2 solo nel 2019.

Il lupo - Un altro animale simbolo dell’Abruzzo è il lupo appenninico, che ha un rapporto storicamente molto travagliato con residenti e allevatori del territorio. Negli ultimi mesi una serie di progetti, come “Life Mirco Lupo”, hanno visto il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga tra i protagonisti. Il progetto, che si avvia alla conclusione, punta alla tutela scientifica del lupo e delle sue condizioni di vita mappando nel contempo il fenomeno del randagismo, legato non al lupo in sé ma quanto più alle ibridazioni con i cani, che spesso recano forti danni alle attività umane. Il lupo, invece, di norma resta lontano dai centri abitati aiutando anzi gli stessi allevatori grazie all’attività di regolazione del numero dei cinghiali, responsabili di gran parte dei danni contro colture e pascoli.

Un’alleanza tra uomo e natura da ripristinare in Abruzzo che, in questa partita storica, vuole recitare una parte da protagonista.

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