Il diritto di prelazione per legge può essere esercitato in tre casi, che riguardano i rapporti di vicinato fra terreni agricoli, di eredità e di locazione. Esso consiste nella possibilità che viene garantita ad alcuni soggetti di venire privilegiati per la stipula di un contratto di compravendita rispetto ad altri. Esistono diverse situazioni in cui si pensa, in modo sbagliato, che sia possibile usufruire del diritto di prelazione quando si possiede un appartamento che confina con la casa in vendita o che comunque fa parte dello stesso stabile.
In particolare, il proprietario di un immobile che desidera metterlo in vendita non è in alcun modo obbligato dalla legge a comunicare la propria intenzione ai vicini, se non nel caso in cui ciò sia stato previsto da un accordo messo per iscritto in precedenza. Il discorso cambia, però, quando si ha a che fare con terreni agricoli che confinano: infatti in tale circostanza secondo la legge il prelazionante è tenuto a informare della propria decisione di vendita il prelazionario; deve, inoltre, presentare la sua proposta e solo dopo può diffondere la voce.
Lo apprendiamo da un articolo sul tema che è stato pubblicato dal sito di Dove.it, agenzia immobiliare online che ha dedicato un approfondimento completo alla questione del diritto di prelazione. Grazie a questa guida è possibile conoscere tutte le situazioni previste dalla legge in base a cui chi possiede un immobile e lo vuole mettere in vendita deve dare priorità a specifici potenziali acquirenti, che possono inoltrare una richiesta di acquisto in maniera prioritaria.
Le circostanze in cui si può esercitare il diritto di prelazione quando si parla di abitazioni residenziali riguardano la coeredità e la locazione. In pratica, nel caso in cui chi possiede un appartamento scelga di metterlo in vendita quando esso è affittato, il locatario deve essere interpellato per primo dal venditore il quale deve inoltrare una proposta di vendita. La proposta deve essere vagliata dal locatario entro al massimo due mesi, trascorsi i quali deve accettare o rifiutare. L’affittuario non ha più il diritto di prelazione se il contratto ha già superato la prima scadenza o se ha altri immobili di proprietà. Invece, il venditore non è tenuto a rispettare questi vincoli nel caso in cui desideri cedere l’immobile a un familiare fino al secondo grado di parentela o a una società.