Corridoio Tirreno-Adriatico. Cgil, Cisl e Uil: "Ci sia unità d'intenti sul futuro della regione"

I tre sindacati chiedono la più ampia convergenza politica sulla realizzazione del corridoio Tirreno-Adriatico

Armando Travaglini
05/02/2021
Politica
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I sindacati di Cgil, Cisl, e UIL Abruzzo fanno fronte unico auspicando la più ampia convergenza di tutti gli attori in gioco sul corridoio Tirreno- Adriatico senza schermaglie politiche. Le polemiche potrebbero minare un traguardo importante per il bene dell’Abruzzo.

Questo chiedono  i tre  segretari sindacali Carmine Ranieri, Leo Malandra e Michele Lombardo, rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil Abruzzo, all’indomani della bocciatura della risoluzione presentata da centrosinistra e M5S nella terza commissione del Consiglio Regionale.

L’opposizione chiedeva un’accelerazione sulla strategia che mira a saldare la zona economica speciale (zes), il riordino delle grandi reti di traporto europee con la previsione di un corridoio tra Tirreno e Adriatico che interessa l’Abruzzo, e le ingenti risorse del Ricovery Plan.

“Non è il momento per polemiche politiche su un argomento che rappresenta davvero il futuro della nostra regione. L’intera classe politica, le forze economiche e sociali dell’Abruzzo devono marciare compatte: solo così, infatti, si raggiungerà l’obiettivo” affermano i segretari.

L’obiettivo ormai sembra a portata di mano dopo l’approvazione della zes. A riguardo i sindacati chiedono al governo di “velocizzare la nomina del commissario e dei componenti del comitato di indirizzo”.

Il governo Conte bis ha scelto di puntare sul potenziamento della tratta ferroviaria Pescara-Roma e il ricorso ai fondi del Recovery Plan rappresenterebbe sicuramente la quadratura del cerchio.

“L’errore peggiore che possiamo compiere come abruzzesi sarebbe quello di dividerci. – concludono  – Invece, su questo punto non ci può essere una maggioranza e un’opposizione: deve esserci l’Abruzzo intero, coeso e deciso. Noi come sindacati, al solito, siamo pronti a fare la nostra parte: lo sviluppo e il rilancio territoriale, in particolare delle aree interne, devono poggiare su strategie complesse, capaci di guardare realmente al nostro domani”.

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