Si è costituito ufficialmente il Comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?” a Casalbordino.
L’assemblea del 26 settembre, la terza da luglio, ha sancito il varo e la presentazione pubblica del comitato che unisce cittadini, familiari di vittime della “polveriera” dell'ex Esplodenti Sabino (7 morti in 3 distinti episodi, dal 2020 al 2026), passata di proprietà al gruppo turco Arca Defense, associazioni, sindacati di base e comitati di varie parti d’Italia.
Tra gli intervenuti all’assemblea don Silvio Santovito, parroco del SS. Salvatore di Casalbordino, Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, Giordano Spoltore, responsabile del sindacato di base FLM Cub e in rappresentanza della Casa del Popolo “La Conviviale” di Vasto, in video Marcella Stumpo, consigliera comunale di Termoli, Ina Camilli, rappresentante del Comitato Residenti di Colleferro, Giovanni Mancinone, giornalista e scrittore molisano autore del libro “Corpi al macello” sulle morti sul lavoro in cui è capitolo è dedicato allo stabilimento di Casalbordino, Daniela Torto, deputata del Movimento 5 Stelle, e il prof. Giovanni Scarsi, rappresentante di “Chieti Bene Comune”.
Un netto no alla costruzione di armi, di proiettili, ad una fabbrica di morte a Casalbordino, la richiesta a tutte le istituzioni di garantire la sicurezza dei lavoratori e interrompere la strage in contrada Termine, l’inaccettabilità di rischi altissimi per abitazioni, infrastrutture, zone turistiche, per la presenza di uno stabilimento considerato a “rischio incidente rilevante” secondo la classificazione delle direttive europee “Seveso”.
Il comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?” - è stato annunciato dai promotori - porterà avanti queste istanze insieme a tutti i cittadini che vorranno aderire e unendo le forze con altre realtà d’Italia, a livello legale, popolare, ovunque sia possibile.