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Il monitoraggio di Goletta Verde, alle foci dei fiumi "specifiche criticità"

La cattiva o l'assente depurazione ancora 'sotto la lente'. I dati di Legambiente

| di redazione
| Categoria: Territorio
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Il monitoraggio di Goletta Verde in Abruzzo3 su 8 i punti risultati fortemente inquinati: sono le foci del fiume Alento, del Feltrino e del canale in località ‘La Foce’ a Rocca San Giovanni.

Legambiente: “Una situazione quella delle acque abruzzesi in linea con la realtà dello scorso anno e che conferma delle specifiche criticità dentro uno scenario complessivo di miglioramento”.

In Abruzzo - si evidenzia - permane un problema con le foci dei fiumi, i punti dove spesso i nostri monitoraggi trovano le acque con valori di inquinanti analizzati - che sono marker specifici di problemi legati ad una cattiva o assente depurazione -  oltre i limiti di legge.

La foce del fiume Feltrino, comune di San Vito Chietino e quella del canale “la Foce” nel Comune di Rocca San Giovanni, sono risultate fortemente inquinate come accaduto già nei due anni precedenti. Così come quella del fiume Alento, anch’essa risultata fortemente inquinata come l’anno precedente, quando i nostri tecnici hanno iniziato a monitorarla. Gli altri cinque punti monitorati sono invece risultati con valori dentro i limiti di legge. Tra questi altre due foci, quella del fiume Vibrata e quella del Sinello, segno che non ci si può certo rassegnare a pensare che alcuni punti critici, solitamente non monitorati dagli Enti, siano inevitabilmente inquinati, ma piuttosto  sia necessario spingere le amministrazioni a mettersi in rete e confrontarsi per migliorare la depurazione e la qualità dell’acqua dei fiumi che poi arrivano nel mare.  

Un monitoraggio che, dopo le intense piogge del mese di maggio che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ha risentito dell'improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a metà giugno con l’arrivo dei tecnici di Legambiente. "Con il nostro monitoraggio, è bene ribadirlo - si legge in una nota -, non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause".

È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste abruzzesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane che in Abruzzo ha effettuato la sua settima e ottava tappa, prima a Pescara e poi a Vasto. Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro -  Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.

«È ora di dire basta ad ogni forma di alibi - dichiara Mattia Lolli portavoce della Goletta Verde - e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente a partire dalla gestione delle acque reflue e al miglioramento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare.

L'obiettivo del nostro viaggio – spiega Lolli - è mantenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l'attenzione del Governo, e spesso anche della amministrazioni locali, sia diretta su tutt'altro.”

“Una situazione quelle delle acque abruzzesi che conferma l’inversione di tendenza dello scorso hanno, grazie anche ad investimenti consistenti nel sistema di depurazione - dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo - l’importante è continuare in questa direzione ed accelerare sugli interventi in corso. In particolare, deve essere riversata una forte attenzione sulle criticità di alcuni punti della Costa dei Trabocchi che comunque quest’anno guadagna le tre velle della giuda Blu, a testimonianza di un impegno sempre più crescente di tutti gli attori del territorio.”

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde
Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 18 e il 19 giugno scorso) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. 
I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. I risultati hanno risentito delle diverse condizioni meteo tra il mese di giugno, dove l’intensa piovosità delle settimane precedenti ha causato maggiori portate di fossi, canali e fiumi in mare, e le scarse precipitazioni nei mesi successivi con conseguente minor apporto dei corsi d’acqua.

Questi gli altri punti monitorati, le cui acque sono state giudicate con inquinanti “entro i limiti di legge”: tra di Comune di Martinsicuro e Alba Adriatica (Foce fiume Vibrata); nel Comune di Giulianova (Spiaggia fronte Thaon); nel comune di Montesilvano (Spiaggia presso traversa IV, 100m sud fiume Saline); nel Comune di Pescara (Spiaggia in corrispondenza piazza Primo Maggio) e nel Comune di Casalbordino (Fiume Sinello).

Ci sono da riscontrare, inoltre, ancora criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, i dati delle ultime analisi, ecc. 
Nei dodici punti monitorati solo in un caso (a Francavilla al Mare presso la Foce del fiume Alento) i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello, mentre in due casi nei punti non campionati dalle autorità competenti, non era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, in Abruzzo, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 3.187 tonnellate di olio minerale usato. L’olio - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi. “Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

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