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'Una pasta nuova da grani antichi', corso di formazione targato Associazione Cuochi Valle del Sangro

Il sodalizio, ad oggi con 110 soci, è nato nel 1978 a Villa Santa Maria

| di redazione
| Categoria: Enogastronomia
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Si terrà martedì 7 maggio al grande Albergo Abruzzo di Chieti il corso di formzione “Una pasta nuova da grani antichi”, organizzato dall’Associazione Cuochi Valle del Sangro. L’iniziativa, che è a ingresso gratuito ed aperta a tutti, professionisti e non, ha la finalità di proporre una serie di paste fresche realizzate con farine integrali e non e grano saraceno.

Sono circa 50 gli iscritti al corso che sarà tenuto dallo chef Ivano Pallotta del ristorante Il Boscaiolo di Castel di Sangro e che inizierà alle 15 con l’illustrazione delle farine e la preparazione dei piatti; a seguire ci sarà la degustazione delle paste realizzate.

“Questo è il primo di una serie di eventi ad ingresso gratuito proposti dall’associazione – spiega il presidente Giuseppe Finamore – che hanno la finalità di far avvicinare anche i non professionisti al mondo della cucina. La volontà è quella di estendere il più possibilie la visibilità della nostra realtà associativa a tutta la provincia”.

L’Associazione Cuochi Valle del Sangro che ad oggi conta circa 110 soci, nasce ufficialmente nel 1978 con la costituzione a Villa Santa Maria dell’A.R.C.A. (Associazione Regionale Cuochi d’Abruzzo) con giurisdizione su tutte e quattro le province e aggregata all’organismo nazionale ufficiale della F.I.C. (Federazione Italiana Cuochi). 

Ma le origini storiche dei primi movimenti di aggregazione tra cuochi sul territorio sono molto più lontane e risalgono alla vigilia del Primo Conflitto Mondiale, quando, grazie all’intuizione del maestro Luigi Pavia e di alcuni suoi stretti collaboratori come Nicola Spaventa, nasce nel 1914 il S.A.C.I.A., il Sindacato d’Arte Culinaria e Impiegati d’Albergo. 

Era una sorta di società di “mutuo soccorso” che aveva la prerogativa di andare incontro alle necessità occupazionali dei soci, appartenenti tutti alla categoria dei cuochi e del personale d’albergo in genere. Fungeva da centro di smistamento delle offerte lavorative che arrivavano in sede, sia col rito ufficiale che con l’interessamento dei diversi iscritti. Ed è nello stesso periodo che comincia a farsi forte tra i cuochi il culto per San Francesco Caracciolo che diventa sempre più il riferimento spirituale dell’intera categoria.

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