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Vallaspra: dove la memoria e i ricordi si mescolano alla storia lunga secoli

| di Francesca Stefano
| Categoria: Storia
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Foto dal sito www.sangroaventinoturismo.it

ATESSA - Ci sono luoghi della mente e dei ricordi, delle passeggiate domenicali con i genitori, delle corse, di altalene e di gelati. Aria aperta da respirare a pieni polmoni, luoghi in cui anche le piccole chiese conservano tutta la loro magia, pur nella loro riservatezza, e tutto il bosco intorno non è altro che un bellissimo verde.

È questa la sensazione che viene in mente a molti parlando di San Pasquale e del suo bosco tutto intorno. Attraversando Atessa e andando verso Tornareccio, qualche curva e si arriva a Vallaspra nel luogo dove sorge il Convento di Santa Maria degli Angeli che resiste con la sua storia dal XV secolo. Edificato per volere del frate Tommaso Bellacci da Firenze che, nel suo pellegrinaggio, si fermò ad ammirare un affresco votivo della Madonna in un luogo, incontaminato e anche selvaggio, che custodiva la sacralità e il senso della preghiera, simbolo di uno spirito francescano.

Una storia che si arricchisce di tanti dettagli nel corso dei secoli, dove nella pace sono nati manufatti artistici oltre all’operosità dei frati al lavoro, ma dove la memoria di tanti è ancora così tanto legata a quella tranquillità, che è un po’ come un porto sicuro.

La facciata della chiesa, il chiostro e il pozzo custode di un antico miracolo, il porticato che tra gli archi testimonia anni di storia trascorsi, tra generazioni, ed arte che hanno accompagnato coloro che nella fede hanno abitato luoghi e stanze.

Nel bosco intorno, lo spazio dei giochi dei bimbi, nei ricordi di ognuno le passeggiate e le lunghe camminate a piedi, le feste e le scampagnate, in famiglia e con gli amici. Chi non ha percorso quei sentieri, e chi non ha scelto la piccola chiesetta, un gioiello, anche per il giorno delle nozze.

Ricordi che sono una piccola parte delle storie di famiglia, spesso immortalati nelle foto che raccontano di anni che passano e di generazioni cresciute con quei ricordi, parte di una memoria collettiva, dove il tempo passa, ma che parlano di un luogo che per ogni atessano è rimasto, in fondo, sempre lo stesso.

Francesca Stefano

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